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Sempre più determinante l’approccio strategico anche per le attività di PR

Se agli albori, e ancora in tempi non molto lontani, le PR erano considerate quelle azioni messe in atto da un’organizzazione per dialogare con gli stakeholder interni ed esterni, al fine di ottenere il migliore consenso e consolidare la propria reputazione d’impresa, oggi l’approccio è cambiato, e con cognizione di causa.

La riduzione dei budget, l’ottimizzazione dei ruoli, la misurazione dei risultati, i programmi sempre più a breve termine e, nel contempo, la necessità di vedere “oltre” per poter pensare ad un futuro, hanno sicuramente contribuito a rendere le PR delle attività non solo basate sul governo delle relazioni ma finalizzate a precisi obiettivi, parte integrante di piani di marketing.

Ecco che quindi la scelta di quali canali utilizzare e in che modalità e tempistica, quali gli stili di linguaggio da adottare con i diversi interlocutori, i contenuti da veicolare, i contesti in cui agire, per rispondere alle moderne aspettative, devono essere frutto di un pensiero strategico, culturale e di ampia visione, che sappia considerare ogni aspetto dell’operare nell’ottica del migliore impatto sul pubblico.

Alle competenze e abilità organizzative, di problem solving, di gestione di teamwork, di valutazione delle opportunità, di analisi consapevole delle problematiche, un professionista di PR oggi deve possedere anche quella creatività e sensibilità necessaria per la corretta formulazione di progetti coerenti e di successo, perfettamente allineati alle altre discipline di Comunicazione adottate dall’impresa, sia essa pubblica o privata, dando loro finalmente il ruolo che gli spetta…

 

Anna Pelucchi – Maggio 2017

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