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Come far funzionare un ufficio stampa?

COMPRENDERE LE DINAMICHE DI LAVORO DI UN UFFICIO STAMPA FAVORISCE I RISULTATI

Nel momento in cui un’impresa, di qualsiasi dimensione e settore, decida di avvalersi della consulenza e supporto in outsourcing di un ufficio stampa esterno, non è sufficiente la firma di un accordo e delle relative clausole, perché il lavoro si avvii in modo autonomo e automatico.

E’ ovvio che il primo passo consiste, o dovrebbe consistere a mio avviso, in un percorso formativo dell’intero team di agenzia dedicato al progetto (non solo del copy…) all’interno dell’azienda cliente, con l’obiettivo di conoscerne la realtà organizzativa, produttiva e commerciale, toccare con mano le peculiarità distintive nei diversi ambiti operativi e di pensiero strategico, intervistare il management, condividere gli obiettivi di marketing e le azioni messe in atto per raggiungerli.

Un intenso full-immersion con una precisa finalità, apprendere tutti i contenuti e gli stili che permeano l’intera azienda, poi da selezionare e declinare in notizie “notiziabili”, cioè che possano riscontrare l’effettivo e genuino interesse da parte dei media di riferimento, siano essi di natura corporate, generalista o specializzata.

Nell’ottica però dei risultati da perseguire, cioè di ottenere la migliore visibilità e acquisire credibilità presso i lettori/utenti, occorre anche rispettare i timing stabiliti, diversificare le news in uscita secondo un preciso pressing, ecc.. e non sempre questo avviene, poiché le dinamiche del nostro lavoro non sempre sono comprese, e, di conseguenza, condivise.

Ecco perché ai nastri di partenza di un nuovo progetto di Ufficio Stampa è fondamentale, se non strategico, che sia dedicato anche agli interlocutori primari dell’azienda cliente uno spazio “formativo” in cui trasferire le corrette modalità per “usare” bene il servizio, affinché si possano ottenere i migliori risultati. Una sorta di “buone norme” che ci consentano di rispondere tempestivamente alle richieste dell’ultima ora, o di ottimizzare i tempi di scrittura, se non alla stessa reperibilità dei dati da fonti che devono essere sempre attendibili, o allo stile di governo di un’intervista.

Non sempre questo è fattibile o realizzabile, forse perché ancora il cliente non ne comprende il reale valore e necessità. Mettere in campo questo training iniziale contribuisce sicuramente a ottenere la massima redditività dal contratto appena siglato, e sono certa, in totale fiducia e stima nella struttura scelta.

Anna Pelucchi – Giugno 2016

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