La mela nell’arte, al Sociale di Trento evento con Philippe Daverio. 
L’incontro pubblico punta a valorizzare la frutticoltura del territorio attraverso l’arte e la storia, componenti partecipative del tessuto sociale, culturale ed economico. Con l’occasione saranno presentati i dati attuali relativi al comparto melicolo trentino.

Trento, 30 gennaio 2019 – La mela nell’arte è il tema scelto quest’anno da Apot per il convegno annuale dedicato alla cittadinanza nell’ambito del progetto Trentino frutticolo sostenibile.

Relatore d’eccezione lo storico dell’arte, e personaggio televisivo, Philippe Daverio. Il titolo è “L’altra metà della mela”, spicchi di economia, arte e territorio” e avrà luogo il prossimo 15 febbraio al Teatro Sociale di Trento. Ingresso libero.

Stamani la presentazione a Trento, alla Federazione Trentina della Cooperazione. Dopo i saluti della presidente Marina Mattarei e del presidente di Apot Ennio Magnani, il direttore dell’ente Alessandro Dalpiaz ha presentato i dati relativi alla produzione integrata 2018. I risultati sono lusinghieri: su 278 campioni di analisi residuali “estive” eseguiti su frutticini e foglie, il 97,84% sono risultati conformi alla normativa. Altri 608 campioni prelevati dopo la raccolta hanno evidenziato il 99,84% di conformità.

Su 982 controlli eseguiti per verificare la correttezza di tenuta dei quaderni di campagna, il 95,11% sono risultati regolari.

I controlli in campo in particolare della corretta gestione del disorientamento e della confusione sessuale sono stati effettuati su 521 appezzamenti (100% conformità). Tutte regolari anche le revisioni degli atomizzatori (726 controlli) e dei dispositivi di diserbo (112).

A livello fisiologico, il più basso dal 2001, l’incidenza delle piante con “scopazzi”, appena lo 0,35%, dopo un poderoso programma di controlli, che solo nell’ultimo anno ha riguardato quasi un milione e mezzo di piante.

Ai contravventori sono state comminate in totale oltre 35mila euro di sanzioni.

Prosegue anche il programma di espansione delle colture biologiche: gli ettari di frutteti biologici in Trentino da una previsione di Apot dovrebbero raggiungere, nel 2020, 800 ettari.

Molto intenso anche il programma di formazione dei frutticoltori: sulla sicurezza l’impegno si è espresso in 576 ore frequentate dai frutticoltori. Invece per la registrazione delle operazioni colturali nel quaderno di campagna informatizzato (al 30 novembre si contavano 3170 Quaderni) le ore di docenze sono state 120.

Sul tema formazione-tutela dell’ambiente, strategia di difesa e quadro normativo, le ore di docenza sono state 264, i partecipanti sono stati 3676 e oltre 11 mila le ore frequentate dai frutticoltori.

Il convegno dedicato alla mela nell’arte.

APOT ha presentato oggi i contenuti del prossimo convegno annuale, promosso e organizzato in collaborazione con i Consorzi Melinda e La Trentina, il 15 febbraio al teatro Sociale di Trento, ore 20.30, ingresso libero.

Attraverso testimonianze storico scientifiche e un programma di interventi che vedranno la partecipazione straordinaria di Philippe Daverio, storico dell’arte nonché famoso personaggio televisivo, l’iniziativa si propone di valorizzare il patrimonio culturale, economico e sociale del sistema frutticolo trentino, rappresentativo di storia e tradizione, oggi sempre più orientato alla modernità e sostenibilità. Un modo di rendere più percepibile quanto valga mantenere vivo e attraente il territorio attraverso un prodotto come la mela, così fortemente identitario in Valle di Non e in Trentino.

Con l’occasione saranno presentati i risultati di uno studio approfondito sul valore generato dal sistema frutticolo attraverso il distretto della mela, sia nelle sue componenti dirette, che indirettamente, come servizi connessi, e anche come preservazione di un bene fruibile per tutta la collettività come il territorio.

Il prof. Roberto Della Casa, docente di marketing dei prodotti agroalimentari all’Università di Bologna, ha anticipato oggi i contenuti: “la nuova sfida – ha affermato – è stimare l’impatto di un distretto economico per i riflessi prodotti a livello sociale e ambientale nella sua area di pertinenza, ovvero per i suoi effetti sulle esternalità, cioè sull’ambiente e sulla società.

L’analisi comparata dell’evoluzione della Val di Non rapportata ad altre aree frutticole collinari-montane del Nord Italia conferma quanto la frutticoltura non sia solo motore dell’economia ma anche dello sviluppo dei territori in chiave sostenibile”.

È tra gli impegni del Progetto “Trentino Frutticolo Sostenibile” infatti, quello di ricercare soluzioni per conciliare le esigenze tecniche ed economiche delle attività agricole con quelle della comunità e del territorio.

In tal senso si pone il Convegno del prossimo febbraio: manifestare il ponte, oggi debole, tra arte ed economia anche in agricoltura.

“Apot, che intende continuare a dare risposte migliorative alle componenti ‘ambientale e sociale’ della sostenibilità, con l’impegno attivo e responsabile di tutti i produttori, promuove un convegno apparentemente distante da temi più ordinari, – sottolinea Ennio Magnani presidente di APOT – “ma che è al contrario un’occasione importante per pensare a forme nuove di cooperazione e collaborazione in Trentino, con l’obiettivo di utilizzare al meglio le risorse che altri storicamente non hanno, con il fine di crescere e creare economia per tutti”.

“Crediamo che la storia e l’arte possano essere viste come componenti partecipative del tessuto sociale, culturale ed economico del territorio, con una valenza potenzialmente fortissima, specialmente se vista in prospettiva futura, per la competitività del sistema produttivo – aggiunge Alessandro Dalpiaz direttore di APOT.

Usare la profondità storica delle tradizioni, inserite in un paesaggio di pregio come il nostro, e che quindi va equilibratamente ma dinamicamente preservato, è una possibile leva da iniziare ad utilizzare in modo strategico”.

Un paesaggio di pregio che ben ha saputo raccontare, partendo da basi scientifiche, Marcello Nebl, storico dell’arte e conservatore dei beni culturali, che nel 2001 ha curato la sezione storico artistica del dossier per la D.O.P. mela Val di Non e che ha collaborato alla realizzazione del prossimo Convegno: “Nell’arte locale la mela è passata nei secoli da oggetto a soggetto, fino a diventare un centro focale e un tema tipico degli artisti: da attributo di Maria come frutto dal fascino irresistibile, simbolo di tentazioni proibite da sconfiggere, a protagonista delle opere figurative del Novecento, simbolo dell’instancabile lavoro dell’uomo nelle campagne e, nelle opere più intimiste, parabola di vita”.

Oltre al direttivo di APOT – Ennio Magnani e Alessandro Dalpiaz – al Convegno saranno presenti e si confronteranno sui diversi temi con testimonianze, approfondimenti e commenti anche Roberto Della Casa, docente dell’Università di Bologna e titolare della società di ricerche Agroter, che illustrerà i risultati del progetto di valutazione del valore diretto ed indiretto del distretto melicolo nella frutticoltura trentina, e Andrea Segrè, agronomo ed economista, professore di politica agraria e internazionale, e presidente della Fondazione Edmund Mach.

Ospite d’eccezione sarà Philippe Daverio, storico dell’arte, docente e saggista.

Modera il Convegno Roberto Rasia dal Polo, giornalista e conduttore.

“L’altra metà della mela”, spicchi di economia, arte e territorio”, avrà luogo il prossimo 15 febbraio al Teatro Sociale di Trento, alle ore 17.00.
L’ingresso è gratuito.
Per qualsiasi informazione:
APOT Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini, tel. 0461 824001
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